Prima volta dallo psicologo

persona spaventata comicsAndare da uno psicologo per la prima volta risveglia una serie di preoccupazioni e paure, tanto da render attuale quanto scriveva Jung “in tutto il mondo la gente arriva ai limiti dell'assurdo per evitare di confrontarsi con la propria anima”. A differenza di altre figure professionali con le quali tutti hanno contatti sin dalla prima infanzia, quali il dottore o il dentista, lo studio dello psicologo rappresenta per molti un luogo sconosciuto, nel quale non si sa bene cosa si faccia.
Come se curare i pensieri e i sentimenti della persona fosse qualcosa di cui vergognarsi o non poter dire, come se occuparsi del proprio benessere psicologico fosse meno importante della propria salute fisica.

Sedersi di fronte ad uno psicologo, significa innanzitutto sedersi di fronte ad un'altra persona. Una persona in grado di ascoltare con attenzione e senza giudizio. Una persona che ha specifiche conoscenze teoriche e tecniche per aiutare gli individui che hanno una sofferenza psicologica.
Durante un colloquio i due si siedono comodamente in un ambiente tranquillo. Verrà chiesto di raccontare il proprio problema, di parlare delle relazioni e delle sensazioni, dei sentimenti ed emozioni, in totale libertà. Il paziente è libero di dire qualsiasi cosa, anche di restare in silenzio. Senza giudizio. Tutte queste informazioni serviranno a costruire un quadro della situazione con lo scopo di individuare la natura del disagio e il percorso migliore per affrontarlo e risolverlo.

Il cambiamento si costruisce insieme, non è una rinuncia da parte della persona, una delega, non si tratta di un fallimento, di un'ammissione di incapacità, si tratta bensì di una presa di coscienza e di un atto di amore verso di sé. Lo psicologo è il facilitatore di un percorso che è la persona a compiere con le proprie forze.
In genere sono le persone più consapevoli e coraggiose, più disposte a mettersi in gioco che varcano la soglia dello studio. Sono quelle che hanno più voglia di cambiare.
Non sarà un percorso facile, ma il primo passo, la svolta importante è il primo appuntamento. Significa agire, cominciare ad affrontare il problema.
A volte, l’idea di doversi raccontare a qualcuno, di chiamare in causa e dare dei nomi alle cose che ci fanno stare male, genera ansia e preoccupazione che spesso costituiscono proprio il freno contro il decidersi ad affrontarle.

Bisogna ricordarsi che non si è da soli, durante il colloquio, e lo psicologo saprà riconoscere su quali punti insistere maggiormente e su quali andarci più cauto.
Anzi, spesso il parlare dei propri problemi e dei propri pensieri sortisce esattamente l’effetto opposto, quello di diminuire l’ansia. Pensieri o paure che sembravano giganteschi si ridimensionano attraverso il dialogo, si connettono ad una realtà condivisa che marca il suo confine con la fantasia. Si sta meglio. L’intraprendere un primo colloquio non significa “aprire delle porte” che era meglio lasciare chiuse, perché sono spesso proprio quelle porte a impedirci di andare oltre.

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